Sophos Partner Experience 2026: la stessa visione, ancora più attuale
In queste ore Just IT sta partecipando al Sophos Partner Experience 2026 a Milano, l’evento annuale che riunisce partner, esperti e professionisti della cybersecurity per confrontarsi sull’evoluzione delle minacce informatiche e sulle strategie necessarie per affrontarle.
Per noi si tratta di un appuntamento particolarmente significativo. La collaborazione con Sophos affonda infatti le proprie radici nei primi anni dell’introduzione in Italia delle piattaforme UTM (Unified Threat Management), quando il mercato della sicurezza informatica era fortemente frammentato e la gestione delle difese aziendali richiedeva strumenti separati, interfacce differenti e competenze specialistiche distribuite su molteplici prodotti.
Già allora Sophos proponeva una visione chiara: costruire un ecosistema di sicurezza integrato, capace di mettere in comunicazione tra loro le diverse tecnologie di protezione e di renderle accessibili non soltanto alle grandi imprese, ma anche alle organizzazioni di dimensioni medio-piccole.
A distanza di oltre un decennio, osservare l’evoluzione della piattaforma Sophos significa constatare come quella visione iniziale sia rimasta sorprendentemente coerente, pur adattandosi a un contesto tecnologico radicalmente cambiato.
Dalla sicurezza come insieme di prodotti alla sicurezza come sistema
Uno dei concetti che emerge con maggiore forza dall’edizione 2026 del Partner Experience riguarda la necessità di superare definitivamente l’approccio basato sull’accumulo di strumenti di sicurezza.
Molte organizzazioni hanno progressivamente adottato firewall, antivirus, soluzioni EDR, sistemi di protezione della posta elettronica, controlli sugli accessi, servizi cloud e strumenti di monitoraggio. Sebbene ciascuna di queste tecnologie svolga una funzione importante, il rischio è quello di costruire un’infrastruttura composta da prodotti eccellenti ma incapaci di operare come un unico organismo.
Le minacce moderne non si sviluppano infatti in un solo ambito. Un attacco può iniziare da un’email, propagarsi a un endpoint, sfruttare credenziali compromesse, muoversi lateralmente nella rete e tentare l’esfiltrazione di dati attraverso servizi cloud. Contrastare efficacemente tali dinamiche richiede che ogni elemento della difesa condivida informazioni, eventi, indicatori di compromissione e capacità di risposta.
È proprio in questa direzione che Sophos continua a investire: non una semplice raccolta di prodotti, ma un vero e proprio sistema di sicurezza integrato, nel quale endpoint, firewall, identità digitali, email, cloud, monitoraggio e servizi gestiti collaborano in modo coordinato.
La differenza non è soltanto tecnologica. È soprattutto operativa: ridurre la complessità, aumentare la visibilità e consentire decisioni più rapide e consapevoli.
L’Intelligenza Artificiale come acceleratore della difesa
L’Intelligenza Artificiale è stata naturalmente uno dei temi centrali dell’evento.
Negli ultimi anni l’AI è diventata una componente essenziale delle piattaforme di cybersecurity. L’analisi comportamentale, il rilevamento delle anomalie, la classificazione automatica degli eventi, la correlazione delle informazioni e il supporto alle attività di risposta consentono oggi di identificare minacce che fino a pochi anni fa sarebbero rimaste invisibili.
La capacità di elaborare enormi volumi di dati in tempi estremamente ridotti rappresenta un vantaggio fondamentale per i difensori.
Tuttavia, uno dei messaggi più interessanti emersi durante il Partner Experience riguarda proprio la necessità di evitare una fiducia eccessiva nell’automazione.
L’AI costituisce uno straordinario moltiplicatore di efficacia, ma non sostituisce la responsabilità umana, il giudizio professionale e la governance della sicurezza.
Le decisioni strategiche, la valutazione del rischio, la definizione delle priorità di intervento e la comprensione del contesto aziendale rimangono attività che richiedono esperienza, competenze e capacità di analisi che nessun algoritmo può sostituire integralmente.
La cybersecurity del futuro non sarà quindi una scelta tra uomo e macchina, ma una collaborazione sempre più stretta tra capacità umane e strumenti intelligenti.
Gli attaccanti evolvono con la stessa velocità delle tecnologie
Se le organizzazioni stanno accelerando l’adozione dell’AI, gli attori malevoli stanno facendo esattamente la stessa cosa.
Questo è un aspetto che merita particolare attenzione.
La velocità con cui nuove tecnologie vengono introdotte nei processi aziendali riduce drasticamente i tempi necessari agli attaccanti per studiarle e sfruttarne eventuali vulnerabilità operative.
Non si tratta soltanto di malware generati automaticamente o campagne di phishing più sofisticate. Sempre più spesso gli aggressori utilizzano strumenti apparentemente leciti e tecniche di manipolazione avanzate per influenzare il comportamento degli utenti e ottenere accesso a informazioni riservate.
L’interazione tra utenti e strumenti di AI generativa apre inoltre nuovi scenari di rischio. Dati aziendali inseriti inconsapevolmente nei prompt, condivisioni improprie di informazioni riservate, utilizzo non governato di servizi esterni e fenomeni di prompt injection rappresentano sfide che richiedono politiche organizzative, formazione e controlli tecnologici adeguati.
Ancora una volta emerge un concetto fondamentale: la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla tecnologia. Deve essere accompagnata da processi, competenze e governance.
Le novità: SIEM, SOAR e supporto alla governance del CISO
Tra gli annunci e gli approfondimenti più rilevanti dell’edizione 2026 spicca il rafforzamento delle capacità di monitoraggio, correlazione e risposta agli incidenti attraverso l’evoluzione delle piattaforme SIEM e SOAR.
L’obiettivo è fornire alle organizzazioni una visibilità sempre più completa sugli eventi di sicurezza, ridurre il tempo necessario per identificare attività sospette e automatizzare le risposte agli incidenti più comuni.
Accanto agli aspetti tecnologici emerge però un elemento altrettanto importante: il supporto alla governance della sicurezza.
Le imprese devono oggi confrontarsi con un panorama normativo sempre più articolato, caratterizzato da regolamenti e standard quali GDPR, NIS2, DORA e ISO/IEC 27001. In questo contesto il ruolo del CISO e delle figure responsabili della sicurezza assume un’importanza strategica crescente.
La capacità di trasformare i dati tecnici in informazioni utili per la gestione del rischio e per le decisioni aziendali rappresenta ormai un requisito imprescindibile.
Una visione che continua a guardare avanti
Uno degli aspetti che più apprezziamo come partner storico Sophos è la continuità della visione strategica.
Le tecnologie cambiano, le minacce evolvono e gli scenari normativi diventano più complessi, ma il principio di fondo resta invariato: costruire un ecosistema di sicurezza integrato, accessibile e in grado di migliorare concretamente la resilienza delle organizzazioni.
È una visione che condividiamo pienamente anche in Just IT.
Ogni giorno accompagniamo aziende e professionisti nel percorso di crescita della propria maturità digitale e della propria sicurezza informatica, convinti che la resilienza non derivi dall’acquisto di un singolo prodotto, ma dalla capacità di integrare tecnologie, persone, processi e governance in un sistema coerente e continuamente evoluto.
Il Sophos Partner Experience 2026 conferma che questa direzione è oggi più attuale che mai.
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